Al procacciatore spetta una provvigione che consiste in una percentuale sul prezzo di vendita dei beni oggetto del contratto.
Solitamente, il procacciatore riceverà la provvigione esclusivamente sui contratti sottoscritti e per i quali il proponente avrà ricevuto il pagamento integrale delle somme dovute.
Il contratto dovrà indicare i prodotti di cui procacciatore d’affari dovrà promuovere le vendite e l’eventuale zona competenza.
I prezzi e le condizioni di vendita saranno quelli stabiliti del proponente e, salvo speciali autorizzazioni, il procacciatore non avrà facoltà di vendere a prezzi e a condizioni diverse da quelle già indicate.
Le spese che il procacciatore sostiene nello svolgimento del suo incarico sono normalmente a suo carico.
Nel caso in cui non accetti gli ordini ricevuti, il procacciatore non riceverà alcuna provvigione.
In ogni caso, il procacciatore riceve dalla società la tradizionale lettera d’incarico o lettera di procacciamento affari, che contiene l’indicazione dell’ammontare delle provvigioni, le modalità di pagamento delle stesse e i patti di non concorrenza.
Ai fini fiscali, il procacciatore d’affari ha una ritenuta d’acconto del 23% sul 50% delle provvigioni e può scaricare l’IVA (spese di gestione, autovettura e costi relativi).
Per l’inquadramento INPS, si paga il 19,59% sul reddito minimo di 2.671 euro.
Il procacciatore d’affari percepisce la provvigione pattuita per ogni singolo affare procurato e andato a buon fine, restando comunque sempre estraneo al rapporto contrattuale tra le parte e ad ogni ulteriore beneficio che grazie alla sua attività possa derivare alla ditta preponente.
La sua retribuzione consiste in una provvigione su quelli che hanno avuto regolare esecuzione.
Solitamente, essendo il suo incarico senza rappresentanza, al procacciatore è fatto divieto di utilizzare il nome dell’impresa proponente nei propri rapporti commerciali, o di inserire il nome nelle lettere commerciali, biglietti da visita o altro materiale pubblicitario.
Diversamente, in analogia con l’agente di commercio, il suo incarico è quello di promuovere la conclusione di affari e la sua retribuzione consiste in una provvigione su quelli che hanno avuto regolare esecuzione.
Il procacciatore d’affari occasionale si differenzia per l’assoggettamento ad IVA delle provvigioni: non deve aprire una partita iva, per lavorare basta il semplice codice fiscale, non dovrà tenere una contabilità fiscale.