I cittadini che entrano a fare parte di gruppi di controllo di vicinato non sono altro che cittadini che hanno a cuore la sicurezza del luogo in cui vivono e che si mettono spontaneamente in rete tra loro per tenere gli occhi aperti sul proprio quartiere, la propria strada, scambiandosi informazioni su ciò che la loro sensibilità gli permette di notare come "anomalo".
In questo percorso, che si può definire di cittadinanza attiva, si devono inserire però le istituzioni locali, attraverso in particolare la polizia locale, per 3 diverse finalità:
dare una risposta alle preoccupazioni che i cittadini attenti e sensibili maturano sulla sicurezza del territorio ed evitare che l'insicurezza si auto-alimenti
raccogliere informazioni qualificate e di primo livello su fenomeni anomali che interessano il territorio
collaborare alla costruzione della fiducia tra cittadini e istituzioni e tra gli stessi membri della comunità, fiducia che è alla base del legame sociale e dell'idea stessa di prevenzione e sicurezza.
Il ruolo della polizia locale in tali processi è dunque quello di raccordo, di punto di contatto, di punto di riferimento ed è necessario che tale attività venga organizzata e gestita attraverso un'accurata progettazione, formazione degli operatori e continuità di intervento.
L'area polizia locale della Regione Emilia-Romagna fornisce a questo scopo informazioni e supporto specifico ai comandi di polizia locale che siano interessati ad avviare questa tipologia di servizio per le proprie comunità di riferimento, collaborando alla progettazione e alla informazione/formazione di operatori di polizia locale e delle comunità.