Nel caso di divisione di un immobile ereditato, al fine di risparmiare sui costi e tempi, è bene che i diversi soggetti interessati trovino un accordo tra di loro.
Che si tratti di voler vendere il bene, o semplicemente di dividere le quote, presentarsi di fronte al notaio con le idee chiare aiuterà lo svolgimento delle pratica.
Nel caso in cui il bene in questione sia, per esempio, una villetta su due piani da dividere per due eredi e le quote di comproprietà siano uguali, il giudice provvederà all’assegnazione delle porzioni tramite sorteggio.
Se invece le quote non dovessero essere uguali, si procederà secondo attribuzione: la proprietà verrà divisa in diverse porzioni a seconda del numero degli eredi, e la più grande sarà assegnata a chi gode della quota di comproprietà maggiore.
Quando il bene non è divisibile, il giudice disporrà la vendita all’asta, e la successiva divisione del ricavato tra gli eredi.
Nel momento in cui sussite accordo tra gli eredi basterà rivolgersi al notaio: se il bene è facilmente divisibile – si pensi ad una villetta su tre piani da dividere per tre eredi – ogni erede rinuncerà alla propria quota sull’intero bene, in cambio della proprietà totale di un intero piano.
Nel caso invece gli eredi, di comune accordo, hanno optato per vendere l’immobile, il ricavato verrà poi diviso secondo le rispettive quote di eredità.
Il giudice potrebbe disporre per l’attribuzione diretta dell’immobile ereditato a questo unico erede, nel caso non si trovi in situazione di parità con gli altri.
In questo caso “l’erede preferito” dovrà liquidare agli altri le loro quote ereditarie, rispettando l’ammontare deciso dal giudice.