Le predette percentuali restano confermate anche per il 2025.
In caso di due figli (o nipoti) superstiti, in assenza di coniuge, essi hanno diritto all’80% della pensione del genitore deceduto.
In caso di tre o più figli (o nipoti), in assenza di coniuge toccherà loro il 100% della pensione.
L’ex coniuge divorziato può avere diritto a una quota della pensione di reversibilità e, a tal fine, è richiesto solo il soddisfacimento di due condizioni fondamentali: deve essere titolare di un assegno divorzile, stabilito dal giudice in sede di divorzio; non deve essersi risposato.
La quota di pensione di reversibilità spettante all'ex coniuge divorziato "non deve necessariamente corrispondere all'importo dell'assegno divorzile, né tale quota di pensione ha in detto importo un tetto massimo non superabile, ma tra gli elementi da valutare, senza alcun automatismo, deve essere compresa anche l'entità dell'assegno divorzile, in modo tale che l'attribuzione risponda alla finalità solidaristica propria dell'istituto, correlata alla perdita del sostegno economico apportato in vita dal lavoratore deceduto in favore di tutti gli aventi diritto".