La pensione di reversibilità spetta altresì al coniuge separato, il quale ne ha diritto finché non contragga nuove nozze.
La pensione di reversibilità è la prestazione pensionistica erogata ai familiari del defunto che era già in pensione.
Il coniuge superstite ha diritto all'80% della pensione maturata o percepita dal defunto.
Se ci sono figli a carico, si aggiunge un ulteriore 20%, arrivando fino al 100% della pensione del defunto in presenza di almeno due figli.
Tuttavia, se il coniuge superstite ha altri redditi, potrebbe verificarsi una riduzione della pensione di reversibilità o indiretta, proporzionalmente al reddito percepito.
Nessuna riduzione si applica, invece, se la pensione o altri redditi del superstite non superano tre volte il trattamento minimo.
La pensione di reversibilità e quella indiretta vengono concesse solo se il coniuge defunto soddisfi certi requisiti.
Nel caso della pensione di reversibilità, il coniuge defunto, affinché quello superstite possa beneficiare del trattamento aggiuntivo, doveva essere titolare di pensione già al momento del decesso.
Quanto invece alla pensione indiretta, è sufficiente che il defunto abbia accumulato 15 anni di contributi assicurativi o almeno 5 anni di contributi - di cui 3 negli ultimi 5 anni - prima della morte.
L'aumento del trattamento previdenziale decorre dalla data del decesso del coniuge.
Per ottenere l'aumento della pensione alla morte del coniuge, è necessario presentare domanda attraverso i canali telematici dell'INPS.
È, però, importante tenere a mente che la pensione di reversibilità e quella indiretta vengono erogate esclusivamente dietro richiesta del coniuge superstite interessato.
Ne deriva che, qualora quest’ultimo non sia informato circa la disciplina vigente, potrebbe perdere l’opportunità di beneficiare di tale incremento del trattamento pensionistico.
L'erogazione delle pensioni di reversibilità e indirette è comunque soggetta a un limite.
Esse, infatti, spettano al coniuge o all'unito civilmente fino a che gli stessi non contraggano un nuovo matrimonio.
La legge stabilisce che il coniuge superstite ha diritto all'80% della pensione maturata o percepita dal defunto.
Oltre questo importo, invece, si applicano le seguenti riduzioni: 25% tra 3 e 4 volte il trattamento minimo (23.345,73 - 31.127,64 euro); 40% tra 4 e 5 volte il trattamento minimo (31.127,64 - 38.909,55 euro); 50% sopra 5 volte il trattamento minimo (oltre 38.909,55 euro).
Questi limiti non si applicano se il coniuge superstite fa parte di un nucleo familiare con minori, studenti o inabili.
Inoltre, è possibile rivolgersi a un patronato.
Situazione differente riguarda il coniuge divorziato, il quale deve necessariamente rivolgersi al tribunale per ottenere la pensione di reversibilità o indiretta.
Il trattamento previdenziale viene trasformato ed erogato ad altre persone, ad esempio il coniuge superstite.
Infatti, quando il coniuge defunto era titolare di pensione, oppure risultava in possesso di alcuni requisiti previdenziali, quello superstite beneficerà della pensione di reversibilità oppure della pensione indiretta.
La pensione indiretta, invece, consiste nella prestazione pensionistica erogata ai familiari in seguito al decesso di una persona assicurata previdenzialmente e non ancora pensionata.
Un’ipotesi in cui un soggetto potrebbe beneficiare di un incremento della pensione percepita si verifica nel caso di morte del coniuge, sia che si tratti del marito sia della moglie.