Quanti anni ha l'INPS per chiedere il rimborso?
Agostino Rossi
2025-11-17 07:20:43
Numero di risposte
: 26
La legge stabilisce che l’INPS ha 10 anni di tempo per richiedere la restituzione delle somme, ma questo termine decorre dal momento in cui l’ente ha effettiva conoscenza dell’errore.
Se passano dieci anni senza che l’INPS agisca, il diritto al recupero si prescrive e non è più esercitabile.
Un caso molto comune di indebiti, infine, riguarda le pensioni collegate al reddito.
Il recupero deve avvenire entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla dichiarazione del reddito
O, se il reddito non era conosciuto, entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla scoperta
Trascorsi questi termini, l’INPS perde il diritto al recupero, salvo dolo del pensionato.
Bruna Parisi
2025-11-10 08:01:23
Numero di risposte
: 28
Per indebiti previdenziali, il termine di prescrizione è generalmente dieci anni.
Per indebiti assistenziali, il termine di prescrizione è cinque anni.
Se l’indebito è causato da dolo dell’assistito, la prescrizione può essere più lunga.
Una volta trascorso il termine di prescrizione, l’INPS non può più richiedere il rimborso delle somme.
La legge stabilisce che l’ente previdenziale deve notificare la richiesta entro tre anni dalla data dell’erogazione indebita per alcune prestazioni.
Se questo termine non viene rispettato, il cittadino può contestare la richiesta e opporsi al pagamento.
Donatella Giordano
2025-11-01 01:03:04
Numero di risposte
: 27
Il codice civile stabilisce che “ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge” e ancora l’art. 2935 c.c. precisa che “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
In tutti questi casi si parla di prescrizione breve.
Purtroppo, nell’elenco dei diritti che si prescrivono in tali termini e senza che l’avente diritto ne faccia richiesta, non ci sono le quote indebite erogate dall’Inps.
Quindi, gli importi percepiti a titolo di assegno previdenziale corrisposti in più dall’Inps ricadono nella cd prescrizione ordinaria decennale, ai sensi dell’art. 2946 del codice civile.
Ad ogni modo può accadere che l’Inps non si accorga in tempo di tale errore: così se la richiesta di restituzione di somme indebitamente percepite arriva oltre i 10 anni per la prima volta e senza quindi che siano intervenuti nel tempo atti interruttivi ex art. 2943, comma 4, c.c., la richiesta non può essere considerata valida, perché prescritta e quindi l’Istituto di Previdenza non può pretendere la restituzione delle somme corrisposte in eccesso.
Giacomo Valentini
2025-10-23 16:13:02
Numero di risposte
: 21
Di regola, l’INPS ha dieci anni di tempo per richiedere la restituzione delle somme indebitamente erogate.
Il termine decorre dal pagamento o da quando l’INPS prende consapevolezza dell’indebito, in particolare per i casi legati a variabili reddituali dichiarate annualmente.
Se i redditi rilevanti vengono comunicati tramite 730 o Modello Unico, l’INPS deve notificare eventuali indebiti entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla dichiarazione.
Scaduto tale termine, salvo dolo, la richiesta cade in prescrizione.
Comunicazione oltre 10 anni dalla percezioneNOArt. 2946 c.c. (termine prescrizionale)
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