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Come integrare i contributi mancanti?

Monia Bernardi
Monia Bernardi
2025-11-16 00:52:36
Numero di risposte : 28
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Quando si ci accorge che mancano alcuni contributi Inps nel proprio estratto contributivo, bisogna preliminarmente valutare se: il datore di lavoro abbia effettivamente versato i contributi; il datore di lavoro non abbia versato i contributi. Nel primo caso, è sufficiente inviare, tramite il portale dell’Istituto Previdenziale, una segnalazione contributiva con la documentazione probante. Nella seconda fattispecie, invece, risulta fondamentale capire se dall’inadempienza contributiva siano trascorsi più o meno di 5 anni. Se i contributi mancanti riguarda un periodo inferiore a 5 anni, è sufficiente darne tempestivamente informazione all’Inps. La legge consente al lavoratore di servirsi di un particolare strumento denominato “costituzione di rendita vitalizia”. Per l’avvio della “costituzione di rendita vitalizia”: non è necessario possedere un minimo di annualità di contribuzione; non è previsto alcun termine di prescrizione per la domanda di costituzione di rendita vitalizia; è gratuita.
Maurizio Rossetti
Maurizio Rossetti
2025-11-10 15:41:04
Numero di risposte : 20
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Per integrare i contributi mancanti, si potrebbe pensare di ottenere il rimborso di quanto già versato all’INPS, oppure versare autonomamente i contributi mancanti per riuscire a raggiungere i requisiti contributivi richiesti dall’attuale sistema previdenziale. La seconda soluzione per non “perdere” i contributi silenti, potrebbe essere quella di colmare i periodi non coperti da contribuzione attraverso i c.d. “contributi volontari“. Si tratta di versamenti spontanei effettuati direttamente dall’interessato nelle casse dell’INPS entro determinate scadenze prefissate. Lo scopo primario di tali versamenti è quello di perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per raggiungere il diritto a una prestazione pensionistica. La contribuzione volontaria può essere utilizzata quando il lavoratore non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma, ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio, ha un contratto part-time orizzontale o verticale. Per ottenere l’autorizzazione al versamento volontario è necessario che l’interessato abbia maturato almeno 5 anni di contributi indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati, o almeno 3 anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda. Affinché l’interessato possa essere autorizzato al versamento volontario è necessario che quest’ultimo abbia maturato almeno 5 anni di contributi indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati. I requisiti richiesti, per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria devono essere perfezionati con la contribuzione effettiva, escludendo la contribuzione figurativa a qualsiasi titolo accreditata.
Cinzia Carbone
Cinzia Carbone
2025-11-06 18:43:25
Numero di risposte : 22
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Il meccanismo della prosecuzione volontaria è uno strumento particolarmente utile per i lavoratori che rischiano di non raggiungere il minimo contributivo necessario per accedere alla pensione. In particolare, si tratta un’opzione valida per coloro che hanno avuto carriere discontinue o interruzioni nei versamenti. Questo iter prevede la presentazione di una richiesta telematica tramite il sito dell’INPS, utilizzando le proprie credenziali digitali come SPID, CIE o CNS, oppure affidandosi a un patronato per l’invio della domanda. Possono accedervi ex lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati, compresi gli iscritti alla Gestione Separata e che hanno avuto contratti part-time. Un aspetto essenziale è che il richiedente non deve avere alcun rapporto di lavoro attivo che preveda il versamento obbligatorio di contributi. L’importo necessario per coprire un anno di contributi è stato aggiornato a 4.141 euro, in aumento rispetto ai 4.109 euro richiesti nel 2024. Il sistema prevede un reddito minimo settimanale (fissato a 241,36 euro nel 2025) che garantisce una copertura pensionistica adeguata. Di conseguenza, l’importo minimo da versare a settimana è 79,65 euro, che moltiplicato per 52 settimane dà un totale annuo di 4.141,74 euro.
Emanuela Sorrentino
Emanuela Sorrentino
2025-10-23 17:57:26
Numero di risposte : 28
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La risposta alla domanda su come integrare i contributi mancanti per la pensione è la seguente: I contributi volontari vanno versati trimestre per trimestre e, quindi, per versare i 4 anni mancanti impiegherebbe, appunto, 4 anni. L’unico modo per versare i contributi tutti insieme e pagarli in un’unica soluzione (o anche a rate se lo si desidera) è in caso di riscatto. Se ha anni di studio che può riscattare, in quel caso i contributi da riscatto possono essere pagati e valorizzati anche in un’unica soluzione. Il discorso in questo senso è abbastanza semplice: i contributi devono riferirsi ad un determinato periodo e lei non può far valere nel 2023 contributi che vanno a coprire, ad esempio, 2024, 2025, 2026 e 2027 perché sono periodi che non possono essere riconosciuti in quando ancora non trascorsi. Per il passato, invece, si possono valorizzare solo periodi che non siano già coperti da contribuzione.