I vantaggi fiscali coinvolgono sia i proprietari che gli inquilini.
Per i proprietari incontriamo due possibili benefit legati al canone concordato: per quanto riguarda l’imponibile Irpef, ai fini della dichiarazione dei redditi comprensiva della parte di canone incassato, l’ammontare che va dichiarato è ridotto al 66,5% rispetto all’85% previsto per il trattamento non concordato e non cedolare secca;
per l’imposta di registrazione del contratto l’aliquota è ridotta all’1,4% all’anno (calcolato sul valore annuale del canone) rispetto al 2% ordinario;
Come altri vantaggi sempre per i proprietari troviamo la possibile ‘decuratazione’ dell’Imu che può essere ridotta fino ad un minimo del 4 per mille al posto del 7,6 per mille ‘standard’.
Il vantaggio fiscale per chi è inquilino di un immobile con canone concordato è invece riferito alla fascia di soggetti con basso reddito.
Questi possono usufruire di detrazioni fiscali sulla dichiarazione dei redditi.
L’importo di tali detrazioni possono essere pari a: 495,80 euro con un reddito al massimo pari a 15.493,71 euro;
247,90 euro se il proprio reddito complessivamente non va a superare 30.987,41 euro.