La rinuncia all'eredità è l'atto con il quale il chiamato all'eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti. Con la dichiarazione di rinuncia, il chiamato all’eredità fa cessare gli effetti verificatisi nei suoi confronti a seguito dell'apertura della successione e rimane, pertanto, completamente estraneo alla stessa, con la conseguenza che nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari. La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta a una condizione o a un termine, né può essere limitata solo a una quota parte dell'eredità stessa. Il chiamato all'eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditari o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto. È opportuno effettuare la rinuncia prima della presentazione della dichiarazione di successione o comunque prima di dividere l’eredità.
La documentazione può essere presentata anche solo da un erede. Per la formalizzazione e firma dell’atto è invece necessaria la presenza di tutti gli eredi che devono rinunciare. La domanda può essere presentata entro: tre mesi dal decesso (se si è in possesso di beni ereditari); dieci anni, ovvero fino alla prescrizione del diritto (se non si è in possesso dei beni ereditari). È inoltre importante che chi intenda rinunciare non abbia disposto cioè venduto o donato nulla di appartenenza del defunto. È possibile presentare una domanda unica di rinuncia.
Il versamento di €200,00 con MOD. F23 per il pagamento dell'imposta di registro (una per ogni atto di rinuncia) andrà effettuato prima dell'appuntamento su modello fornito dalla cancelleria. La ricevuta del pagamento dovrà essere consegnata in cancelleria, la quale provvederà subito all’inoltro del relativo fascicolo all’Ufficio del Registro per la registrazione della rinuncia. Dopo almeno venti giorni dall’avvenuta registrazione sarà possibile ritirare una copia conforme all’originale dell’atto di rinuncia. Il chiamato all'eredità che rinuncia è esonerato dal pagamento dell'imposta di successione solo se la rinuncia è stata accettata e registrata. La rinuncia è soggetta al pagamento dell'imposta di registro. È esente da Contributo Unificato. Sono dovute due marche da bollo da € 16,00 (una per la rinuncia e una per il ritiro dell’atto) e imposta di registro di € 200,00 per la registrazione (per ogni atto di rinuncia), da versare presso l’istituto bancario o ufficio postale con Mod. F23. È inoltre dovuta marca da bollo da € 11,80 per diritti di cancelleria (triplicata se richiesta con urgenza).