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Come influire sulla capacità di intendere e volere?

Cinzia Carbone
Cinzia Carbone
2025-07-21 17:43:45
Numero di risposte : 13
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La capacità di intendere e volere può essere influenzata da diverse condizioni, come ad esempio uno stato di ubriachezza, intossicazione dovuta a sostanze stupefacenti, età avanzata, trauma, infermità mentale o malattia grave. In questi casi, la capacità di intendere e volere può essere intaccata, portando a una diminuzione o perdita della capacità di compiere atti giuridici validi. La dimostrazione dell'assenza di capacità di intendere e volere spetta a chi domanda l'annullamento o la dichiarazione di nullità dell'atto. Ogni mezzo può essere idoneo a fornire la prova, ed anche indizi e presunzioni possono essere utili. Il giudice competente valuterà liberamente la portata e il valore degli elementi probatori per capire se il soggetto era incapace totalmente o parzialmente al momento dell'atto. Inoltre, anche stati temporanei come una forte necessità di denaro o una passione smodata per una certa persona possono essere cause di assenza di capacità di intendere e volere. Per poter domandare ed ottenere l'annullamento dell'atto dell'incapace, basta provare l'alterazione di una o dell'altra capacità, e non di entrambe. Deve essere in gioco una modifica sostanziale delle normali capacità di ragionamento e di valutazione critica, che portano a compiere un atto giuridico.
Vito Sanna
Vito Sanna
2025-07-20 13:47:59
Numero di risposte : 18
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La capacità d'intendere e di volere è letteralmente richiamata dall'art. 85 del codice penale. Questo articolo dispone che solo il soggetto in grado di distinguere il lecito dall'illecito e di autodeterminarsi nel compiere certe azioni è imputabile dal punto di vista penale. Non è infatti imputabile penalmente per la commissione di un fatto previsto dalla legge come reato il soggetto che non è imputabile e quindi non è dotato della capacità d'intendere e di volere nel momento in cui commette il fatto. Ai fini della responsabilità penale del soggetto, solo nelle seguenti ipotesi tassative la capacità d'intendere e volere è eliminata o compromessa, con conseguenti riflessi sulla imputabilità. L'art. 43 c.p li definisce nel seguente modo: "il delitto: è doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione; è preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall'agente; è colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline." L'età avanzata non esclude automaticamente l'imputabilità del soggetto, in quanto non è sempre detto che la sua capacità d'intendere e di volere subisca una compromissione a causa del passare del tempo. Lo stato d'incapacità d'intendere e di volere ai fini della responsabilità penale, viene spesso invocato dalla difesa per evitare l'imputabilità del reato. Per questo non è infrequente che venga nominato un esperto per eseguire una perizia psichiatrica sulla persona dell'imputato, se si ritiene che lo stesso possa essere affetto da una patologia in grado di eliminare o comunque diminuire la sua capacità d'intendere e di volere. L'art. 220 c.p.p al comma 2 infatti precisa che non sono ammesse perizie "per stabilire l'abitualità o la professionalità nel reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell'imputato e in genere le qualità psichiche indipendenti da cause patologiche."
Alighiero Russo
Alighiero Russo
2025-07-11 19:19:48
Numero di risposte : 13
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La capacità di intendere e di volere è un concetto fondamentale nel diritto penale. Secondo l’articolo 85 del Codice Penale italiano, chiunque, al momento del fatto, è affetto da una malattia mentale o da una seminfermità di mente, che abbia escluso la capacità di intendere o di volere, è non punibile. Questo significa che se una persona non è in grado di comprendere la natura e la gravità del proprio comportamento, o di controllare le proprie azioni, non può essere ritenuta responsabile penalmente. La presenza di una malattia mentale o di una seminfermità di mente deve essere presente al momento del fatto, cioè al momento in cui è stato commesso il reato. La capacità di intendere e di volere in relazione al fatto specifico significa che anche se una persona è affetta da una malattia mentale o da una seminfermità di mente, può essere ritenuta responsabile penalmente se è in grado di comprendere la natura e la gravità del proprio comportamento e di controllare le proprie azioni. La perizia psichiatrica si basa su una serie di criteri stabiliti dalla giurisprudenza e dalla dottrina, e ha una finalità sia punitiva che di tutela del soggetto valutato. La perizia psichiatrica è quindi un elemento fondamentale per la giustizia penale, in quanto consente di valutare la capacità di intendere e di volere di un individuo e di determinare se è punibile o meno. È importante sottolineare che la perizia psichiatrica non ha solo una finalità punitiva, ma anche una finalità di tutela del soggetto valutato.
Bibiana Ferraro
Bibiana Ferraro
2025-06-29 15:14:05
Numero di risposte : 17
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La capacità di intendere e di volere viene presunta dalla legge con il compimento del diciottesimo anno di età e la capacità di intendere va intesa come attitudine del soggetto a percepire il significato del proprio comportamento, a comprendere il valore delle sue azioni all'interno del contesto sociale di riferimento. La capacità di volere, viene interpretata come il potere di controllo sui propri impulsi e stimoli. Il medico riceve spesso richieste di certificazione sulle condizioni mentali di un assistito anziano, quando si debba valutare la sua capacità di intendere e volere per sottoscrivere determinati atti a contenuto giuridico. Il medico si dovrebbe limitare ad attestare le condizioni cliniche di permanente infermità mentale, ad esempio conseguenti ad un grave deterioramento cognitivo dovuto a demenza. Dal punto di vista del Medico di medicina generale, esistono due test semplici e veloci da effettuare, per porre il sospetto di un decadimento cognitivo, che sono il Test di Pfeiffer e il Clock drawin test, ed uno più completo, ma che richiede un po’ più di tempo, che il GPCog. Con questi semplici test il Medico può sospettare la presenza di un decadimento cognitivo, ma prima di rilasciare una certificazione sullo stato cognitivo, sarebbe auspicabile la valutazione da parte di uno specialista geriatra o neurologo.