Non sottovalutare la consulenza legale
Prima di avviare un procedimento di separazione, è essenziale rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia.
Non prendere decisioni impulsive è comprensibile desiderare un immediato cambiamento quando la crisi coniugale diventa insostenibile.
Tuttavia, agire d’impulso – ad esempio abbandonare la casa coniugale senza un accordo con l’altro coniuge – può avere ripercussioni sui diritti di abitazione e sull’eventuale affidamento dei figli.
Non omettere o occultare la situazione patrimoniale
Talvolta, si pensa che nascondere beni o denaro prima della separazione possa risultare vantaggioso.
In realtà, ciò può configurare ipotesi di frode nei confronti del coniuge.
Non utilizzare i figli come strumento di pressione
Coinvolgere i figli nelle tensioni di coppia, o usarli per ottenere vantaggi nelle trattative, può danneggiare il loro equilibrio psicologico e avere conseguenze negative anche in sede giudiziaria.
Perché evitarlo: un comportamento volto a limitare o ostacolare i rapporti con l’altro genitore può essere valutato come condotta pregiudizievole per i figli, influendo sull’esito dell’affidamento.
Non ignorare la via della mediazione o della negoziazione assistita
Prima di arrivare allo scontro in tribunale, occorre valutare strumenti alternativi come la mediazione familiare o la negoziazione assistita.
Vantaggi: riduzione dei costi e dei tempi del procedimento e possibilità di trovare un accordo più equilibrato, specie se ci sono figli minori.
Non esporre questioni private sui social media
La separazione è un momento estremamente delicato, e qualsiasi contenuto denigratorio o confidenziale pubblicato sui social può trasformarsi in un boomerang.
I rischi: accuse di diffamazione, utilizzo dei post come prove in un eventuale contenzioso in sede di separazione.
Consiglio: Mantenere la discrezione ed evitare di divulgare informazioni personali o familiari.
Non cedere all’impulso di “vendetta”
Il peggiore dei dieci errori da non fare prima della separazione.
Molte separazioni si caricano di tensioni e recriminazioni.
Prima di agire spinti dal risentimento, è opportuno ricordare che avviare cause pretestuose o diffamare l’altro coniuge può ritorcersi contro, causando condanne alle spese o perfino richieste di risarcimento danni.
Inoltre, fomentare ulteriormente i contrasti rende più difficile un accordo pacifico e penalizza soprattutto i figli.
Non firmare accordi poco chiari o non formalizzati
Prima di formalizzare la separazione, alcune coppie raggiungono intese private su questioni patrimoniali o sull’affidamento dei figli.
È importante, però, che ogni accordo sia redatto con chiarezza e – laddove rilevante – omologato dal Tribunale o inserito in un procedimento di negoziazione assistita.
Un accordo verbale o poco chiaro può generare futuri conflitti, non avendo alcun valore vincolante per il giudice.
Non violare la privacy e i diritti dell’altro coniuge
Alcune condotte illecite, come controllare di nascosto email, messaggi o telefoni del coniuge, potrebbero configurare fattispecie di reato e minare la legittimità di eventuali “prove” raccolte.
Non trascurare l’aspetto emotivo e psicologico
Prima di iniziare una separazione è fondamentale avere una visione chiara e lucida della propria situazione personale.
Le tensioni e le paure possono infatti condurre a decisioni dettate dallo stress.
Suggerimento: valutare un supporto psicologico individuale o di coppia per affrontare con maggiore consapevolezza i passaggi decisivi della separazione.