Il danno da illecito anticoncorrenziale è il tema dei presupposti di accesso alla tutela risarcitoria per il danno da violazione della disciplina della concorrenza da parte di imprese operanti sul mercato comunitario.
I presupposti sono: l’esistenza di una violazione delle norme sulla concorrenza; il nesso di causalità tra la violazione e il danno.
La Corte di Giustizia afferma che l’articolo 101, paragrafo 1, TFUE produce effetti diretti nei rapporti tra i singoli ed attribuisce, segnatamente, a chiunque abbia subito un danno causato da un contratto o un comportamento tale da restringere o falsare il gioco della concorrenza, il diritto di chiederne il risarcimento ove esista un nesso di causalità tra il danno e la violazione delle regole della concorrenza.
La tutela efficace contro le conseguenze negative di un’infrazione del diritto della concorrenza dell’Unione sarebbe gravemente compromessa se il diritto al risarcimento dei danni causati da un’intesa fosse limitato ai fornitori e agli acquirenti del mercato interessato dall’intesa.
Non è necessario che il pregiudizio subito dalla persona interessata presenti un nesso specifico con l’obiettivo di tutela perseguito dall’articolo 101 TFUE.
L’articolo 101 TFUE implica pertanto di consentire a chiunque non operi come fornitore o come acquirente sul mercato rilevante per un’intesa, ma che abbia concesso sovvenzioni, nella forma di prestiti agevolati, ad acquirenti di prodotti offerti su detto mercato, di chiedere il risarcimento del danno che ha subito in ragione del fatto che, essendo stato l’importo di dette sovvenzioni superiore a quanto esso sarebbe stato in assenza di detta intesa, non ha potuto utilizzare la differenza ad altri fini più lucrativi.