Il primo debitore a ricevere il pagamento non è necessariamente la generazione più anziana, bensì quella più recente.
Le passività che sorgono durante lo stesso processo di fallimento, denominate "crediti verso l'eredità", sono quelle che hanno la priorità rispetto alla liquidazione.
Ne è un esempio la retribuzione corrispondente agli ultimi trenta giorni lavorativi dei collaboratori della società.
Una volta che i beneficiari iniziali hanno recuperato i propri fondi, le istituzioni finanziarie, in particolare le banche, hanno spesso la priorità come creditori garantiti da ipoteca.
I dipendenti sono determinati ad avere la precedenza su tutti gli altri stakeholder, seguiti da istituzioni pubbliche come la Previdenza Sociale e il Tesoro.
In definitiva, partner e fornitori sono gli ultimi a ricevere i pagamenti.
Gli obblighi prioritari che vengono soddisfatti sono i "crediti verso l'eredità", che comprendono gli emolumenti salariali corrispondenti ai lavoratori degli ultimi trenta giorni, nonché gli onorari percepiti dal curatore fallimentare e le spese legali derivanti dall’avvio della procedura fallimentare.