Il diritto del mare è un ramo del diritto internazionale che disciplina l’uso e la gestione degli oceani e dei mari, nonché le relazioni tra gli Stati in relazione alle acque internazionali.
La Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare è il principale trattato internazionale che regola l’uso degli oceani e delle risorse marine.
Lo Stato costiero esercita la sovranità sul mare territoriale, inclusa l’aria sovrastante, il fondo marino e il sottosuolo.
Lo Stato costiero può regolare la pesca, l’estrazione mineraria, l’energia eolica e altre attività economiche, ma deve consentire la libertà di navigazione e il passaggio delle altre nazioni.
Tutti gli Stati, sia costieri che senza sbocco al mare, hanno diritto all’accesso e all’uso dell’alto mare secondo il diritto internazionale.
La libertà dei mari include la libertà di navigazione, pesca, posa di cavi e condotte sottomarine, e la ricerca scientifica marina.
Gli Stati devono utilizzare i mari in modo pacifico, evitando attività che possano mettere a rischio la sicurezza internazionale.
Gli Stati sono obbligati a proteggere e preservare l’ambiente marino, prevenendo l’inquinamento e gestendo in modo sostenibile le risorse marine.
Gli Stati devono rispettare i diritti sovrani degli Stati costieri sulle loro acque territoriali, ZEE e piattaforme continentali.