La denuncia della successione e l’accettazione dell’eredità rimangono due momenti distinti e dal primo non discende necessariamente il secondo.
La denuncia di successione, e il pagamento della relativa imposta, è un adempimento fiscale che ha solo uno scopo conservativo.
Rientra, quindi, tra gli atti che il chiamato a succedere può compiere anche se non ancora erede.
Non possono invece essere considerati atti di accettazione tacita quelli natura meramente conservativa che il chiamato può compiere anche prima dell’accettazione dell’eredità.
Tra questi vi rientra la denuncia di successione che è un mero adempimento fiscale prescritto dalla legge.
Costituisce, invece, atto di accettazione tacita dell’eredità, il ricorso presentato dal chiamato all’eredità contro l’avviso di accertamento del maggior valore patrimoniale notificato dall’amministrazione finanziaria.
Così come la successiva stipulazione di un concordato per la definizione della controversia.
Essi tendono alla definitiva soluzione della questione fiscale relativa all’eredità.