Rispetto alle donne incinte e alle madri in allattamento è vietato prolungare la durata della giornata di lavoro convenuta.
In ogni caso, tale durata non può in alcun caso superare le nove ore giornaliere.
Le ore supplementari sono quindi vietate.
Le attività svolte in piedi non devono superare un totale di quattro ore al giorno a partire dal sesto mese di gravidanza.
In caso di impossibilità per il datore di lavoro di offrire un lavoro equivalente per le restanti ore del giorno, la lavoratrice ha diritto all’80% del salario.
Tutte le funzioni che esigono ritmi elevati di lavoro sono vietate.
La legge sul lavoro ha soppresso il principio generale del divieto del lavoro notturno per le donne nell’industria, ma, nel contempo, ha previsto una tutela della maternità per le donne occupate di sera e di notte, estendendola anche nell’ambito dei servizi.
Durante le otto settimane che precedono il parto, le donne incinte non possono essere impiegate tra le 20 e le 6.
Si tratta, qui, di un divieto assoluto, indipendentemente dalla volontà della lavoratrice o del datore di lavoro.
Teoricamente, durante il resto della gravidanza – e su richiesta della donna interessata – «per quanto possibile», afferma la legge, il datore di lavoro è tenuto a offrire alla lavoratrice incinta occupata tra le 20 e le 6 un «lavoro equivalente» di giorno, quindi tra le 6 e le 20.
Tale diritto spetta anche per il periodo che intercorre tra l’ottava e la sedicesima settimana dopo il parto.
Qualora non possa essere offerto un lavoro equivalente, la lavoratrice ha diritto all’80% del salario, calcolato sia sugli eventuali supplementi per il lavoro notturno, sia sull’indennità sostitutiva per il mancato salario in natura.
L’assegnazione delle donne al lavoro notturno o in team è vietato tanto nel corso del periodo precedente le ultime otto settimane di gravidanza quanto per tutto il periodo dedicato all’allattamento, quando si tratta di lavoro che:
comporta attività gravose o pericolose ai sensi della vigente ordinanza sulla protezione della maternità;
si svolge nell’ambito di un sistema organizzativo a squadre, particolarmente pregiudizievole per la salute.