Il dato di partenza, come abbiamo già detto, è la rendita, un dato che puoi recuperare presso l’Agenzia del Territorio in cui si trova l’immobile o al catasto.
Una volta risaliti a questo dato si procede con una rivalutazione del 5% per poi moltiplicare quanto ottenuto per il coefficiente che corrisponde alla categoria catastale del fabbricato.
Per le abitazioni esiste una sola differenza fondamentale da ricordare, con due moltiplicatori leggermente inferiori a quelli previsti per il conteggio del valore catastale: se l’abitazione ricevuta come lascito testamentario è destinata a prima casa si applica un quoziente di 110; per le altre ipotesi residenziali il coefficiente è pari a 120.
Immaginiamo quindi che hai ricevuto in eredità una casa a cui è associata una rendita catastale pari a 500 euro.
Dopo la rivalutazione il totale sale a 525.
Se si tratta della tua prima proprietà immobiliare, la cifra che ti interessa conoscere è data da 525 x 110 ed è pari a 57.750 euro.
Se hai già una proprietà intestata, il risultato sarà invece 63.000 euro.
Lo stesso calcolo si applica ai terreni, considerando la rendita catastale specifica per i terreni agricoli e non agricoli.