La protezione della famiglia di un collaboratore di giustizia in Italia non è scontata.
Coniugi e figli hanno la possibilità di distanziarsi dal parente che ha scelto di aiutare le autorità.
Se la famiglia di un pentito dovesse essere oggetto di minacce dirette o se la persona in questione richiedesse protezione come condizione per continuare a cooperare, lo Stato può intervenire per garantire la sicurezza della famiglia, mettendo sotto protezione moglie e figli.
I Nuclei Operativi di Protezione organizzano il trasferimento dei soggetti in una località protetta, solitamente distante dalla loro città di origine.
Inizia così una nuova vita per il testimone di giustizia e i suoi familiari, a condizione che il collaboratore non debba scontare una pena detentiva.
Lo Stato provvede a erogare un contributo finanziario, che può variare nel caso in cui i soggetti fossero disoccupati al momento del trasferimento.
Gli alloggi vengono forniti e pagati dallo Stato, ad eccezione delle spese relative alle utenze.