- Se l’immobile è di proprietà esclusiva di uno dei due, l’altro deve andarsene; non c’è alcun dubbio su questo.
- Se, invece, l’immobile appartiene in comproprietà ai coniugi, allora si verifica una situazione paradossale: entrambi hanno diritto di continuare ad abitarvi.
- Essi, pertanto, dovranno accordarsi su chi rimarrà nella casa e chi, invece, si trasferirà altrove.
- L’accordo potrebbe contemplare che uno dei due lasci la disponibilità materiale della casa all’altro, ricevendo da questo una somma mensile a titolo di indennità di occupazione.
- Al limite, potrà essere anche prevista una occupazione gratuita, quando ad esempio la moglie abbia diritto ad un mantenimento.
- Al posto dell’assegno, la coppia potrebbe, appunto, stabilire che, per esempio, la moglie occuperà l’immobile a titolo gratuito anche per la metà casa dell’altro coniuge.
- L’accordo potrebbe anche essere nel senso che la casa venga messa in vendita sul mercato e, a vendita compiuta, venga suddiviso il ricavato tra i due coniugi.
- E, ancora, uno potrebbe acquistare la metà dell’altro.
- Tuttavia, il coniuge interessato potrà rivolgersi al tribunale ordinario per ottenere la divisione della proprietà comune.
- E’ questo il giudizio di divisione.
- Ma questo sarà un procedimento diverso da quello di separazione o divorzio.
- Nulla, comunque, impedirà che l’accordo venga raggiunto durante lo svolgimento del giudizio di divisione.
- I coniugi potranno, infatti, sempre concordare la vendita dell’immobile, da uno all’altro o a terzi.
- Se questo non avverrà, il giudizio porterà alla vendita all’asta dell’immobile comune, con divisione tra i coniugi del ricavato.
- Dunque, ricapitolando: se ti stai separando o stai divorziando e non hai figli, oppure se i Tuoi figli sono già adulti, hanno un lavoro e vivono per conto loro, devi sapere che la casa coniugale non potrà venire assegnata né a te né al tuo coniuge.
- Sarà però possibile un accordo, in tutto e per tutto libero, non essendo coinvolti minori da tutelare.
- Se l’accordo non si raggiunge, allora la strada da seguire è quella della divisione dell’immobile comune.
- Nessun giudice, in ogni caso, potrà attribuire ad uno dei due il diritto di abitare nella ex casa coniugale.