La Legge 68/99 tutela le seguenti categorie di persone: persone invalide con invalidità civile superiore al 45%; invalidi sul lavoro con invalidità superiore al 33%; invalidi di guerra e civili di guerra; persone non vedenti, con una vista pari o inferiore a un decimo; persone sordomute; vedove, orfani, profughi, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
Le aziende devono infatti riservare posti ai lavoratori svantaggiati in base al numero dei dipendenti assunti in azienda: assunzione di 1 persona appartenente alle Categorie Protette per aziende con un numero di lavoratori compreso tra i 15 e i 35 dipendenti; assunzione di 2 persone appartenenti alle Categorie Protette per imprese con un numero di dipendenti compreso tra i 36 e i 50 dipendenti; 7% di persone appartenenti alle Categorie Protette per aziende con più di 50 dipendenti.
Fanno parte delle Categorie Protette tutte le persone con disabilità per le quali esistono tutele di legge sancite dalla Costituzione Italiana, affinché possano essere inserite nel mercato del lavoro.
Le agevolazioni economiche vengono concesse dall’INPS alle aziende che ne fanno richiesta, sulla base dell’imponibile previdenziale.
Quest’ultimo varia in base al grado di invalidità riconosciuto al dipendente dalla commissione medica e spetta per un numero di anni variabile, sempre a seconda della percentuale di invalidità del dipendente.
Per il 2021, le agevolazioni fiscali per le aziende prevedono uno sgravio di 36 mesi: equivalente al 70% della retribuzione mensile imponibile per fini previdenziali con ridotta capacità lavorativa superiore al 79%; equivalente al 35% della retribuzione mensile imponibile per fini previdenziali con ridotta capacità lavorativa compresa tra il 67 e il 79%.