Il contratto di locazione a canone concordato offre vantaggi e svantaggi sia per il locatore, sia per il conduttore dell’affitto.
Questa tipologia di accordo offre condizioni fiscali favorevoli e a un canone più contenuto rispetto al mercato libero, così da renderli più accessibili per gli inquilini.
In particolar modo, il canone concordato è vantaggioso quando l’immobile in soggetto si trova in aree con molta richiesta e con accordi territoriali favorevoli.
Dal punto di vista del conduttore, il contratto a canone concordato risulta vantaggioso in quanto si possono beneficiare di agevolazioni fiscali locali sull’IMU e se si desidera avere una stabilità contrattuale.
Mentre, per quanto riguarda l'inquilino i vantaggi del canone concordato sono relativi alla possibilità di trovare più stabilità contrattuale e un contratto d'affitto più accessibile.
Il contratto d'affitto a cedolare secca offre diversi vantaggi per l'inquilino.
Con questa tassa sostitutiva, l’affitto non viene sommato agli altri redditi per il calcolo dell’Irpef e delle addizionali.
Inoltre, non bisogna pagare né l’imposta di registro né quella di bollo per registrare, rinnovare o chiudere il contratto.
Le tipologie di contratti di locazione a canone concordato sono tre: il contratto di locazione agevolato il quale ha durata minima di 3 anni ed è rinnovabile automaticamente per altri 2 anni, salvo disdetta.
Poi, il cosiddetto contratto transitorio, il quale ha durata compresa tra 1 e 18 mesi e senza rinnovo automatico, è pensato per esigenze temporanee, come trasferimenti lavorativi o periodi di studio.
Infine, anche i contratti per studenti universitari possono rientrare in questa categoria.
I contratti di locazione a canone libero hanno un’aliquota del 21%, mentre i contratti di locazione a canone concordato, i contratti transitori ed i contratti per studenti universitari godono di un’aliquota fissa del 10%.