La satira ha origini antichissime e si è protratta nel tempo fino ad arrivare a noi, appunto, per criticare, spesso con ironia e/o sarcasmo, persone o cose riguardanti soprattutto la politica o la società. Il diritto di satira costituisce una manifestazione del diritto di critica che è sottratta all’obbligo di riferire fatti veri, dato che, molto spesso, i fatti narrati o raffigurati vengono volutamente esagerati fino al paradosso, in maniera caricaturale. La satira parte da un personaggio reale, lo carica di fantasiosi tratti fisionomici e/o psicologici e propone all’attenzione dei lettori, degli ascoltatori o degli spettatori un personaggio volutamente e realmente inesistente, anche se non ne nasconde gli originali tratti genetici. L’attività satirica fa un uso talmente esasperato, paradossale, surreale dei tratti distintivi della persona reale, da rendere del tutto evidente che il giudizio critico non è rivolto alla persona che è oggetto della rappresentazione, ma alla categoria sociale, culturale, politica, di cui la medesima è ritenuta esponente.