Per non ereditare i debiti dei genitori, gli eredi possono rinunciare all’eredità.
La rinuncia all’eredità si può fare solo dopo la morte del genitore, mai prima, e può essere sia espressa che tacita.
Nel caso di rinuncia espressa, viene resa tramite una apposita dichiarazione rilasciata ad un Notaio o al cancelliere del Tribunale ove il defunto ha stabilito l’ultima residenza.
Diversamente, la rinuncia all’eredità può anche essere tacita: il potenziale erede potrà infatti far trascorrere un termine di dieci anni, decorrente dalla morte del genitore, senza accettare l’eredità.
Fate attenzione però: l’accettazione dell’eredità può avvenire anche in forma tacita, e si può dunque perfezionare anche con comportamenti concludenti.
Quindi è bene sapere che, nel corso dei 10 anni dalla morte del genitore, non bisogna compiere nessuno di tali atti, altrimenti l’eredità potrà essere considerata come accettata tacitamente, con tutte le conseguenze che la legge prevede a tal proposito.
Un caso particolare riguarda la posizione del figlio che è residente nello stesso immobile del genitore defunto, al momento della morte: in questo caso il figlio ha tempi più stretti per rinunciare all’eredità ed evitare di rispondere dei debiti del genitore stesso.
Precisamente: entro 3 mesi dal decesso dovrà chiedere al tribunale di nominare un ufficiale giudiziario che rediga un inventario dei beni del defunto; entro i successivi 40 giorni, rinunciare all’eredità o dichiarare di accettarla con beneficio di inventario.
Il mancato rispetto di tali tempistiche comporterà l’accettazione dell’eredità.