Anche se il contratto non è valido, il proprietario deve restituire la cauzione perché trattenere quel denaro sarebbe un indebito arricchimento, vietato dall’articolo 2041 del Codice Civile.
Per ottenere la restituzione, l’inquilino deve dimostrare di aver versato la cauzione.
Le prove più efficaci sono una ricevuta firmata dal locatore, il contratto di locazione, un bonifico bancario con causale che indichi “deposito cauzionale” o simili e, in alcuni casi, testimonianze di chi ha assistito al pagamento.
Se l’inquilino ha una ricevuta o un contratto che attesti il versamento della cauzione, può richiedere un decreto ingiuntivo, ovvero un ordine del giudice che obbliga il proprietario a restituire la somma entro un termine stabilito.
Se il locatore si rifiuta, è possibile agire legalmente per recuperare l’importo.
L’importante è raccogliere e conservare tutte le prove possibili del pagamento, così da far valere i propri diritti.
Se il pagamento è avvenuto senza ricevuta, dimostrarlo diventa più difficile.
È possibile provare l’avvenuto versamento con messaggi, email, testimoni o un contratto.
Senza una prova scritta, il recupero della somma sarà complicato.
Per evitare problemi, è sempre preferibile effettuare il pagamento tramite bonifico o richiedere una ricevuta firmata.