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Interpretazione analogica: cos'è?

Roberta Farina
Roberta Farina
2025-03-28 08:58:45
Numero di risposte: 4
L’analogia è un procedimento mediante il quale l’interprete del diritto, qualora vi sia una lacuna (ovvero quando un caso o una materia non siano espressamente disciplinati), applica le norme previste per casi simili o materie analoghe. In particolare, occorre distinguere tra la c.d. analogia legis, procedimento con cui l’interprete dalle norme esistenti sopra una data materia risale al principio che le governa (ratio legis), per rinvenirvi una regola più ampia che valga a ricomprendere anche i casi non espressamente previsti, e la c.d. analogia iuris, categoria più discussa con la quale si intende comunemente il ricorso ai principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato, quando l’analogia legis non sia riuscita a risolvere il caso.
Gian Ferrara
Gian Ferrara
2025-03-28 08:36:19
Numero di risposte: 7
Interpretazione analogica consiste nel ricorso a norme che regolano materie simili o analoghe. L'interpretazione analogica è una modalità di interpretazione della norma giuridica che fa ricorso a disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe a oppure a principi generali dell'ordinamento giuridico. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe.
Alighiero Russo
Alighiero Russo
2025-03-28 06:44:20
Numero di risposte: 7
Poiché il sistema normativo è inevitabilmente lacunoso, il giudice, per risolvere i casi non regolati da alcuna disposizione legislativa, dovrà ricercare la volontà implicita della legge, ricorrendo all'analogia di casi simili o materie analoghe. I presupposti dell'applicazione per analogia sono: il caso deve essere assolutamente non previsto, altrimenti si avrebbe interpretazione estensiva; deve esistere almeno un elemento d'identità fra il caso previsto e quello non previsto; l'identità fra i due casi deve riguardare l'elemento in vista del quale il legislatore ha formulato la regola che disciplina il caso previsto e che pertanto ne costituisce la ratio.
Leone Silvestri
Leone Silvestri
2025-03-28 04:55:13
Numero di risposte: 5
L’analogia consiste nell’applicare a un caso non previsto una disciplina prevista per casi simili. Si distinguono due tecniche. Quando la lacuna può essere colmata rinviando appunto alla disciplina dettata per un caso simile o per materie analoghe, si ha la analogia legis. Nel caso in cui invece
Eriberto De Santis
Eriberto De Santis
2025-03-28 03:45:55
Numero di risposte: 3
Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe. In altre parole il giudice deve fare riferimento alle norme che regolano casi simili o materie analoghe. Si parla in questo caso di analogia di legge o analogia legis. Affinché sia applicabile l'analogia di legge è necessario che il caso che il giudice deve affrontare non sia affatto disciplinato da nessuna norma giuridica, in altre parole vi deve essere un vuoto normativo. Deve esistere almeno un elemento di uguaglianza tra il caso da risolvere e la norma che si intende applicare. Tale uguaglianza deve riguardare la motivazione della norma stessa.