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Analogia legis: cos'è e quando si applica?

Sebastian Neri
Sebastian Neri
2025-03-28 10:44:38
Numero di risposte: 5
L'analogia legis consiste nell'applicare ad una fattispecie non regolata la disciplina di un'altra fattispecie, regolata dall'ordinamento, ritenendo che la ratio che ha indotto il legislatore a disciplinare quest'ultima lo avrebbe potuto coerentemente indurre a disciplinare nello stesso modo la prima. Premessa necessaria al ricorso all'analogia legis è il riscontro di una medesima giustificazione economico-giuridica (o ratio) a fondamento nei due casi: quello contemplato e quello non contemplato dalla legge. All'analogia si fa ricorso nell'interpretazione della legge civile, per evitare che il giudice, cui è devoluta una controversia, non trovi nell'ordinamento giuridico una norma che sia esattamente calzante per la fattispecie che egli deve esaminare.
Mietta Rinaldi
Mietta Rinaldi
2025-03-28 08:41:47
Numero di risposte: 10
L’analogia legis è un procedimento con cui l’interprete dalle norme esistenti sopra una data materia risale al principio che le governa (ratio legis), per rinvenirvi una regola più ampia che valga a ricomprendere anche i casi non espressamente previsti. L’interprete del diritto, qualora vi sia una lacuna applica le norme previste per casi simili o materie analoghe. L’applicazione dell’analogia non è consentita per le leggi penali ed eccezionali.
Cosimo Costantini
Cosimo Costantini
2025-03-28 08:34:55
Numero di risposte: 3
Poiché il sistema normativo è inevitabilmente lacunoso, il giudice, per risolvere i casi non regolati da alcuna disposizione legislativa, dovrà ricercare la volontà implicita della legge, ricorrendo all'analogia di casi simili o materie analoghe. I presupposti dell'applicazione per analogia sono: il caso deve essere assolutamente non previsto, altrimenti si avrebbe interpretazione estensiva; deve esistere almeno un elemento d'identità fra il caso previsto e quello non previsto; l'identità fra i due casi deve riguardare l'elemento in vista del quale il legislatore ha formulato la regola che disciplina il caso previsto e che pertanto ne costituisce la ratio. Non tutte le norme giuridiche permettono il procedimento analogico: l'art. 14 disp. prel. non lo consente per quelle penali ed eccezionali.