Il 6% delle donne che lavoravano in gravidanza e' stata licenziata.
Il 14% di chi lavora in gravidanza decide poi di abbandonare il lavoro per "gli orari inconciliabili con i nuovi impegni familiari o per potersi dedicare completamente alla famiglia".
La principale difficolta' nella conciliazione fra lavoro e famiglia, di cui parla il 37,5% delle donne intervistate, riguarda la rigidita' dell'orario di lavoro.
La rigidita' dell'orario di lavoro rappresenta quindi la principale difficolta' per le donne che lavorano.
Per molte donne italiane conciliare scelte riproduttive e lavorative significa, percio', "dover subordinare una scelta all'altra".
Sono costrette quindi, se vogliono mettere al mondo un figlio, soprattutto dopo il primo, a perdere o lasciare il lavoro.
Tra tutte le donne che hanno svolto un'attivita' lavorativa nel corso della loro vita il 71% desidera tornare a lavorare in futuro.
Mentre questa percentuale scende al 50% per le donne che non hanno mai lavorato.
Esiste pero' il "rischio elevato", soprattutto nel mezzogiorno, di non reinserirsi nel mondo del lavoro o di rimanerne a lungo al di fuori.
Inoltre, il 14% di chi lavora in gravidanza decide poi di abbandonare il lavoro.
In alcuni casi il loro contratto e' cessata l'attivita' del datore di lavoro.