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Quando una donna incinta può essere licenziata?

Sibilla Bianco
Sibilla Bianco
2025-08-29 23:32:06
Numero di risposte : 15
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La dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato non può essere licenziata dal datore di lavoro se non nel caso in cui sia presente una giusta causa. Il periodo di gravidanza viene stabilito a 300 giorni prima della data presunta per il parto così come indicato nel certificato del ginecologo che attesta lo stato di maternità della dipendente. La legge stabilisce che a partire da quella data e fino a quando il bambino non abbia compiuto il primo anno di età, la dipendente in maternità non è passibile di licenziamento. Il dipendente in maternità, infatti, può essere soggetto a licenziamento nei casi in cui è incorso in provvedimenti disciplinari per colpa grave, oppure in caso di una giusta causa per risolvere il rapporto di lavoro. Se il datore di lavoro cede la sua attività a terzi in maniera totale, il licenziamento è valido mentre se dovesse procedere alla cessione di un solo ramo d’azienda allora in licenziamento è da ritenersi nullo. Anche in questa ipotesi è prevista la reintegra e la corresponsione delle mensilità arretrate.
Gabriele Negri
Gabriele Negri
2025-08-29 20:16:14
Numero di risposte : 21
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È vietato licenziare le lavoratrici madri dal momento iniziale della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino. Il divieto di licenziamento si applica anche se il datore di lavoro non era a conoscenza dello stato di gravidanza della lavoratrice. Le lavoratrici in gravidanza o da poco madri possono essere licenziate in caso di colpa grave, come il comportamento scorretto o, ad esempio, il furto di beni aziendali. Altre situazioni che consentono il licenziamento includono la chiusura effettiva dell’azienda e la scadenza del termine nei contratti a tempo determinato. Il licenziamento è automaticamente nullo, e la lavoratrice ha il diritto di essere reintegrata nel proprio posto di lavoro. L’azienda è tenuta a pagare tutte le retribuzioni e contributi dal momento del licenziamento fino al rientro della dipendente in azienda. Qualora la lavoratrice decida di non tornare in azienda, per motivazioni personali o professionali, può richiedere un’indennità sostitutiva della reintegra, insieme a tutti gli stipendi maturati nel frattempo.