L’annullamento del matrimonio è una pratica civile o ecclesiastica differente dalla separazione e dal divorzio.
Si procede per fare in modo che il matrimonio sia nullo.
È come se il matrimonio non fosse mai stato celebrato.
Se il divorzio è lo scioglimento di un matrimonio, l’annullamento cancella il fatto che sia avvenuto.
Non è possibile annullare un matrimonio se c’è stata una convivenza duratura come marito e moglie.
Nella maggior parte dei casi, difficilmente si possono annullare matrimoni dopo una convivenza di tre anni.
A differenza di separazione e divorzio, l’annullamento significa che il matrimonio non è mai stato dichiarato.
C’è la cessazione dello stato di comunione e i figli che restano legittimi vengono affidati in modo congiunto o esclusivo, seguendo le stesse regole di una separazione.
L’annullamento viene concesso da un tribunale civile e si concentrano su vizi di forma, legali e di procedura.
Con il matrimonio religioso, invece, le cause sono regolate dal Diritto Canonico e quella che viene definita dichiarazione di nullità è concessa dal tribunale ecclesiastico.
Le cause per l’annullamento del matrimonio religioso, a differenza di quello civile, sono più orientate all’aspetto morale.