Chi eredita il patrimonio dello zio che è morto senza lasciare figli e senza fare testamento, la risposta è semplice: i parenti più prossimi, secondo la “piramide” dei successibili.
Se lo zio senza figli era sposato, tutta l’eredità si devolve automaticamente al coniuge superstite.
Se alla morte aveva anche i genitori o solo uno di essi, al coniuge vanno i 2/3 dell’eredità mentre agli ascendenti il restante 1/3.
Se invece gli sopravvivono il coniuge e i fratelli, ai fratelli spetta 1/3 mentre la restante parte al coniuge superstite.
Se lo zio senza prole era celibe, allora l’eredità viene devoluta ai parenti più prossimi che, nel caso di specie, sono gli ascendenti se ancora in vita oppure i fratelli e le sorelle.
Nel dettaglio, se lo zio lascia solo i genitori o solo uno di essi, a loro andrà l’intera eredità.
Se invece gli ascendenti concorrono con i fratelli o le sorelle, l’eredità si divide tra tutti in parti uguali, ma ai genitori spetta una quota non inferiore alla metà dell’eredità.
Ai fratelli e alle sorelle spetta tutta l’eredità da dividere in parti uguali se il defunto, oltre che essere celibe e senza figli, non ha nemmeno i genitori.
Se i fratelli o sorelle sono morti prima del defunto della cui successione si tratta, la quota di eredità loro spettante passa ai loro discendenti e, dunque, ai nipoti del defunto, i quali subentrano per rappresentazione.
Secondo l’articolo 467 del codice civile, i discendenti subentrano all’ascendente che è premorto, acquisendo lo stesso diritto a percepire l’eredità, nella medesima quota.
Pertanto, se i fratelli e/o sorelle sono morte prima del defunto, la quota di eredità loro spettante passa ai discendenti e, quindi, ai nipoti del defunto.