L’obbligo di fedeltà coniugale cessa con la separazione ufficiale.
Nella separazione consensuale, termina con la firma dell’accordo.
Nella separazione giudiziale, cessa dopo la prima udienza, quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separatamente.
Il momento in cui cessa l’obbligo di fedeltà dipende dal tipo di separazione scelta dalla coppia.
Da questo momento in poi, ciascun coniuge è legalmente libero di intraprendere nuove relazioni senza incorrere in sanzioni o addebiti.
Tuttavia, qualsiasi infedeltà avvenuta prima della firma dell’accordo può ancora avere conseguenze, se il coniuge tradito decide di farne motivo di contestazione.
Ci sono casi in cui, anche prima della separazione ufficiale, il dovere di fedeltà perde di significato dal punto di vista giuridico.
Secondo la giurisprudenza, l’infedeltà non comporta conseguenze se il matrimonio è già irrimediabilmente compromesso.
Sì, ma solo se si dimostra che il matrimonio era già irrimediabilmente compromesso.
Se il tradimento è stato la causa della separazione, può comportare l’addebito con conseguenze economiche.
L’infedeltà può comportare l’addebito della separazione, con la perdita del diritto al mantenimento e dei diritti successori.
Tuttavia, non ha effetti sull’affidamento dei figli.
Dopo la separazione ufficiale, non si può più parlare di tradimento.
Tuttavia, se la nuova relazione è iniziata prima della separazione formale, può essere usata in giudizio come prova di infedeltà.
Per evitare l’addebito, è necessario provare che il matrimonio era già in crisi irreversibile.
Le prove possono includere testimonianze, messaggi, e-mail, perizie psicologiche o la dimostrazione di una separazione di fatto.