La legge prevede che una parte del patrimonio del defunto debba essere devoluta ai suoi parenti più stretti, denominati legittimari.
Pertanto, chi fa testamento deve necessariamente tenere conto che una porzione di eredità spetta a tali soggetti secondo una quota prefissata mentre può decidere liberamente come e a chi distribuire la parte restante, denominata quota disponibile.
Come si calcola la quota di legittima?
Bisogna effettuare la cosiddetta riunione o massa fittizia, un’operazione contabile con cui si valuta l’entità del patrimonio del defunto.
Pertanto, dal valore dei beni che un soggetto lascia alla morte va detratto il valore dei suoi debiti e, successivamente, va sommato quello delle donazioni fatte in vita dal defunto.
Dalla somma di questi valori si forma l’asse su cui calcolare la quota di legittima e, per differenza, la quota di disponibile.
Il calcolo della quota di legittima può essere fatto solo all’apertura della successione, cioè solo dopo la morte del soggetto che ha lasciato l’eredità.
Infatti, il suo ammontare può variare in relazione alla situazione in concreto esistente in quel momento, al numero dei legittimari tra i quali va distribuito il patrimonio ereditario e a quelli presenti in ciascuna categoria nonché all’eventuale concorso di questi con altri appartenenti a una categoria diversa.
Per calcolare la quota di legittima e la quota di disponibile prendiamo ad esempio il caso di una persona che muore, lasciando come erede solo un figlio.
Il suo patrimonio ammonta a 130 e ha lasciato 20 di debiti.
Per prima cosa, bisogna fare la differenza tra il relictum e i debiti, per cui si ha: 130 – 20 = 110.
Se tale soggetto in vita aveva donato ad un amico un bene dal valore di 40, a 110 bisogna sommare il donatum.
Quindi, 110 + 40 = 150.
Questo è l’asse ereditario, sul quale va calcolata la quota di legittima e, per differenza, quella disponibile.
Nell’ipotesi in cui l’unico erede è il figlio, la legge prevede che la quota di legittima che gli spetta è pari a 1/2.
Pertanto, bisogna dividere 150 per due, cioè 150 : 2 = 75.
Quindi, la quota di legittima è 75 mentre il restante 75 è la quota disponibile, di cui 40 sono stati già donati in vita mentre gli altri 35 vanno al figlio.
In totale la porzione di eredità che spetta al figlio è pari a 75 + 35 = 110.
La quota di legittima spettante ai figli ammonta a 1/2 dell’asse ereditario, se il figlio è unico e non c’è coniuge.
Il restante 1/2 è la quota disponibile.
La quota di legittima spettante ai figli ammonta a 2/3 dell’asse ereditario, se i figli sono due o più e non c’è coniuge, da dividere in parti uguali fra loro.
La quota disponibile, invece, è pari a 1/3.