Nel caso in cui il defunto è sposato, l’eredità si devolve in linea retta e, dunque, al coniuge e ai figli.
In mancanza di figli l’eredità, invece, spetta al coniuge e ai genitori e, soltanto ove manchino i figli e i genitori, sempre che il de cuius non era sposato, si devolve in linea collaterale ai fratelli, o ai nipoti.
I nipoti, pertanto, non rientrano in quella categoria di eredi privilegiati, ovvero tra il novero dei legittimari che hanno sempre diritto a vedersi riconoscere una quota ereditaria determinata per legge.
Dunque, a meno che non agiscono in rappresentazione di un erede necessario, perché premorto al de cuius, o sono indicati nel testamento, ovvero non vi sono altri eredi in linea retta, i nipoti non hanno diritto ad alcuna quota di eredità sulla massa ereditaria di nonni e zii.
L’eredità spetta ai nipoti in soli due casi previsti dalla legge:
quando sono stati espressamente nominati nel testamento;
quando, in mancanza di testamento, chi muore non lascia prole, genitori o nonni, fratelli o sorelle, coniuge e figli, come dispone l’art. 572 del Codice civile.
Solo in questi casi i nipoti, fino al sesto grado, subentrano nell’asse ereditario della persona deceduta e l’eredità, se accettata, viene loro devoluta secondo le disposizioni del codice civile.
Pertanto per comprendere chi sono gli eredi legittimi di una persona non sposata, bisogna considerare che in mancanza di figli, di fratelli, ovvero di un testamento che disponga diversamente, gli eredi sono i nipoti.
A parte bisogna considerare i casi in cui opera la rappresentazione ereditaria e, dunque, i nipoti agiscono al posto dell’erede legittimario pretermesso, come nel caso della sorella premorta, o del fratello premorto.
Il nipote, ai sensi degli articoli 467 e 468 del codice civile, ha sempre diritto ad agire per rappresentazione ereditaria.
Agendo in rappresentazione il nipote ha diritto a rivendicare la quota di eredità che sarebbe spettata a sua madre, o a suo padre, figli del “de cuius”, che siano morti prima dell’apertura della successione, ovvero vi abbiano rinunciato, ai sensi dell’articolo 581 del codice civile.
La rappresentazione ereditaria nel caso dei nipoti può avere luogo all’infinito sia nella linea retta che nella linea collaterale.
Ma solo se il primo chiamato all’eredità è un figlio o un fratello del de cuius, tenuto conto che l’art. 468 del codice civile indica quali soggetti rappresentabili solo i figli e i fratelli.