Il 1522 non è un numero solo per le emergenze, che pure ci capitano spesso, ma anche un luogo di ascolto dove la donna viene creduta.
Il numero è gratuito, attivo 24 ore su 24, tutto l’anno.
A rispondere, in 11 lingue, ci sono operatrici specializzate, mediatrici culturali, avvocate, anche un’esperta di disabilità, perché la violenza colpisce tutte, con un sommerso enorme, ma colpisce in modo spietato le fasce più deboli.
Le chiamate tutelano la privacy, avvengono in forma anonima e non sono registrate.
Non si risponde con un protocollo fisso ma ogni donna viene consigliata per quella che è la sua situazione.
Spesso la chiamata al 1522 è il primo passo con cui la donna chiede aiuto.
Dunque il lavoro delle operatrici, nel tempo di una telefonata, è quello di instaurare un legame, supportare e spesso indirizzare verso i Centri antiviolenza vicini.
Mai come in questo caso una telefonata può cambiare un destino.
Il numero raggiunge in media 200 contatti al giorno, provenienti da tutta Italia, senza distinzione territoriale né sociale.
Le vittime di violenze hanno le età e le situazioni più varie.
A chiamare sono in prima persona le donne che subiscono violenze o stalking, ma anche familiari, vicini di casa allarmati dalle liti, amici e colleghi, insegnanti e educatori che hanno bisogno di capire come comportarsi, anche operatori sanitari e delle forze dell'ordine.
In alcuni casi a contattare il 1522 sono i bambini, i figli che assistono o sono anch’essi vittime della violenza domestica.
L’obiettivo è innanzitutto accogliere le donne, far emergere in loro la consapevolezza che quello che raccontano spesso non è solo una lite.
Perché a volte è difficile anche dare un nome alla violenza, che può assumere aspetti diversi: violenza fisica, sessuale, psicologica, economica, digitale.